E' stato un magnifico Week end di sole e caldo.
Io ho lavorato al mio grande progetto, ma ho anche cucinato, panificato e pizzato!
Il grande progetto a cui sto lavorando è un libro..l'ho detto!
Un Libro che raccoglierà tutte le ricette che nel corso di questi due anni di blog e tv, ho eseguito!
Ho trovato un editore che con piacere ha voluto investire in questo progetto, e per sua volontà ne verrà fuori un lavoro curato nei mimini particolari.
Quindi potete immaginare quanto io sia in ansia e allo stesso tempo felice per questa grande opportunità...ma quanto lavoro!!!
L'uscita???? Speriamo per Maggio, ma vi terrò informati...
La ricetta di oggi è un omaggio ad una persona, una dolce e gentile persona che mi ha spedito una confezione di Fleur de sel direttamente da Parigi, Mariluna .
Praticamente adesso lo metto da tutte le parti, sulla pizza, sulla focaccia, ma anche sul tonno.
La ricetta è molto semplice e soprattutto veloce perchè il tonno fresco meno lo si cuoce meglio è.
Cubotti di tonno fresco marinato, impanato, fritto e condito con fleur de sel
Una fetta spessa di filetto di tonno
un pezzo di zenzero grattugiato
olio
limone
pangrattato aromatizzato con un cucchiaio di zenzero in polvere
1 uovo
olio evo
fleur de sel
Tagliare il filetto di tonno a cubotti e metterli a marinare per 1/2 ora in un contenitore con il succo del limone, lo zenzero grattugiato ed un filo d'olio.
Scolare i cubotti dalla marinata asciugarli su un foglio di carta assorbente, passarli nell'uovo sbattuto, nel pangrattato quindi friggerli in olio evo ben caldo per un minuto.
Servirli caldi, conditi con il fleur de sel.
Tagliati più piccoli, questi cubotti possono essere un finger food fantastico, accompagnati come nella foto da una crema di piselli freschi e prezzemolo.


Grazie Mariluna!!!!
Preparando a cosa?
Ma a Pasqua naturalmente, quest'anno è precoce, e apre che il tempo non sarà neanche clemente.
Mah, il clima cambia così rapidamente che magari ci saranno 25°.
Questa ricetta è adatta ad una colazione, un brunch domenicale o anche per la gita fuori porta del Lunedì dell'Angelo, ma volendo anche per accompagnare un bel piatto di antipasti il giorno di Pasqua.
Insomma la scelta è libera, qui la domenica di Pasqua si usa consumare una colazione a base di uova sode benedette la mattina stessa, Pizza di Pasqua, versione dolce e versione salata al formaggio.
A Napoli la tradizione vuole, il tortano o il casatiello e sua maestà la Pastiera.
Io quest'anno passo il turno, non cucino nè per Pasqua per per il Lunedì...ma le prove le sto facedo lo stesso...
Questo savarin può essere un cugino del casatiello, una versione più leggera visto l'assenza di strutto nell'impasto, è soffice e si mantiene così anche per un paio di giorno, ma se si dovesse un pò asciugare basta rimetterlo un attimo nel forno e riprenderà la sua naturale fraganza!
La ricetta originale è di Laura Ravaioli, io ho apportato qualche modifica!
Savarin salato
100 gr. di farina manitoba
200 gr. di farina 00
150 gr. di latte tiepido
12 gr. di lievito
3 uova
70 gr. di parmigiano grattugiato
70 gr. di pecorino grattugiato
180 gr. di scamorza affumicata
180 gr, di salame a cubetti
70 gr. di burro
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
½ cucchiaino di pepe
Sciogliere il lievito nel latte tiepido con lo zucchero, aggiungere le uova e versare il tutto nella farina, impastare bene, quindi far lievitare fino al raddoppio.
Riprendere l’impasto ed aggiungervi tutti gli altri ingredienti, il sale, il pepe, parmigiano, pecorino, burro fuso ma tiepido, salame e la scamorza affumicata.
Mettere l’impasto in uno stampo a ciambella imburrato ed infarinato e farlo crescere di nuovo fino a quando non riempie tutto lo stampo.
Cuocere in forno preriscaldato a 200° per i primi 15 minuti, quindi abbassare a 180° per i successivi 15 minuti.


Chi si ama, si ama tutto l'anno e non solo oggi, è vero anche che festeggiare l'amore è sempre bello e allora noi facciamolo come più ci piace, comprando un cioccolatino superpubblicizzato oppure dandoci soltanto un bacio che a volte può essere più importante di mille parole!
La ricetta di oggi di Primaditutto fa parte dell'antica tradizione gastronomica napoletana.
E' un piatto di recupero, o se vi piace di più uno svuota frigo.
Quando in frigo rimangono un pò di affettati e formaggi prima che si trasformino in mostri (molto prima mi raccomando eheheh), si può preparare questo sformato, torta, gateau, gattò.
Si perchè la napoletanizzazione del termine francese gateau, è gattò, o meglio 'O Gattò.
Tiepido dà il meglio di sè, ma è buono anche freddo, caldo proprio non ve lo consiglio, ma poi dipende dai gusti, così come dipende dei gusti il ripieno, potete metterci ciò che più vi piace!
Gateau di patate (Gattò)
Ingredienti:
1 kg di patate,
3 uova intere,
100 gr di fior di latte
50 gr di parmigiano,
100 gr. di mortadella a cubetti
100 gr. di salame napoli a cubetti
100 gr. di provola affumicata a cubetti
pangrattato q.b.
sale, pepe,
1 noce di burro,
latte q.b.
noce moscata q.b.
Lessare le patate, spellarle e schiacciarle ancora calde, condirle con sale, pepe e qualche fiocchetto di burro.
Tagliare a cubetti i formaggi e gli affettati ed unirli alle patate.
Battere le uova con il parmigiano grattugiato e una grattatina di noce moscata, unire il tutto al composto di patate, salumi e formaggi.
Mescolare bene e se l'impasto risulta troppo asciutto aggiungere un pò di latte.
Imburrare una teglia e cospargere il fondo con del pangrattato, vesarvi il composto livellare la superficie cospargere con altro pangrattato e fiocchetti di burro assolutamente facoltativi.
Cuocere a 180° per circa 30 minuti o fino a quando sulla superficie non si è formata una golosa crosticina dorata!
Io ho tagliato il gattò con degli stampini a cuore, così può essere uno sfizioso antipasto o se gli stampini sono un pò più piccolini anche un simpatico finger food d'amore.
Le primule poi sono già sbocciate che la primavera stia davvero arrivando a grandi falcate, mah!!!!



Questa ricetta è la ricetta del Giovedì a Primaditutto di qualche settimana fa.
In realtà avevo dimenticato di pubblicarla, a farmelo ricordare è stata Lucri.
Io non conosco personalmente Lucri, così come ovviamente non conosco la maggior parte delle persone che il giovedì mattina seguono la mia rubrica a Teleponte.
Qualche giorno fa mi ha scritto un sms chiedendomi di pubblicare la ricetta sul blog, il suo messaggio finiva con ..."grazie di esistere.."
Ora potevo io non postare la ricetta secondo voi, eheheheh?
Anche se la sua opinione probabilmente è sua e solo sua, solo per il fatto di averlo pensato e detto merita considerazione, e allora grazie a te Lucri, e adesso mi aspetto un commento qui sulle polpette!!!

Inoltre ho pensato che queste polpette potevano tranquillamente partecipare all'iniziatva di Comida, in quanto gli ingredienti sono di facilissima reperibilità, la cottura è minima e poi come si vede dalla foto posso essere mangiate con delle forchettine a lume di candela!
Polpette alla cacciatora
500 gr. di carne macinata manzo o vitello
50gr. di mortadella tritata al coltello
50 gr. di parmigiano grattugiato
100 gr. di latte
100 gr. di mollica di pane
1 uovo
aglio 2 spicchi
rosmarino due rametti
½ bicchiere di vino bianco
3 cucchiai di aceto di vino bianco
In una ciotola amalgamare la carne macinata con la mortadella tritata al coltello, il parmigiano, il pane ammollato nel latte e strizzato, l'uovo , il sale e il pepe.
Formare le polpette della dimensione preferita e rosolarle in padella con un filo d'olio, gli spicchi d'aglio in camicia ed il rametto di rosmarino.
Sfumare con il vino bianco, far cuocere 10 minuti, quindi sfumare con l'aceto e servire.
Sono veramente veloci e facilissime da fare, ma sono saporitissime!!


Aggiornamento:
La ricetta di giovedì scorso, I muffins agli spinaci, invece
la trovate Qui.
Adesso qui già lo so cosa mi direte...e la dieta???
E la cucina light di dopo le feste?
Avete ragione, ma il giovedì è il giorno di Primaditutto e lì non posso certo portare zuppe, zuppette o cose del genere, quindi tutta la settimana dieta ma il giovedì si cucina in modo diverso!
Oddio io il Danubio non l'ho mica assaggiato ma era di un soffice...!!!!!!
Il Danubio è nato dolce, è una ricetta campana, il nome deriva probabilmente da un dolce austriaco che ne riprende la forma a "palline".
Io lo trovo meraviglioso oltre che per la sofficità anche per la forma, lo trovo conviviale, e mi piace l'idea di sistemarlo al centro del tavolo su di un vassoio o in un cestino del pane; perchè in fondo pane è, e di dividerlo con i commensali staccandone con le mani i panini di cui è composto.
Io l'ho fatto nella versione salata, quindi ripieno di prosciutto cotto e provola affummicata, ma se si vuole è ottimo per la colazione basta riempire ogni paninetto con marmellata, cioccolata, nutella o quello che la vostra fantasia vi suggerisce.
Danubio salato
Ingredienti:
250 gr. farina 00
250 gr. di farina manitoba
3 uova + 1 per la finitura
1 cubetto di lievito di birra -
100 gr. burro -
1 cucchiaio + 1 cucchiaino di zucchero -
1 cucchiaino di sale -
latte q.b. circa ½ bicchiere
prosciutto cotto -
formaggio morbido tipo emmenthal o fontina
Sciogliere il lievito nel latte tiepido con 1 cucchiaino di zucchero.
Amalgamare la farina manitoba e far lievitare fino al raddoppio.
Dopo la lievitazione aggiungere al lievitino, il burro fuso, 3 uova, lo zucchero,
il sale e la rimanente farina.
Lavorare molto bene l’impasto e farlo lievitare di nuovo.
Formare delle palline al centro mettere un cubetto di provola affumicata e un po’ di prosciutto cotto e riunire tutte le palline in una teglia da forno imburrata.
Spennellare con l’uovo rimasto ed infornare a 180° per circa trenta minuti.
P.S. le foto sono state fatta all'alba perchè è a quell'ora che mi alzo il giovedì mattina per Primaditutto, quindi scuserete se sono un pò scura nonostante io le abbia scattate fuori la finestra della cucina.


Non so fino a quando resisterò, per il momento il periodo è favorevole quindi meglio approfittare.
Il baccalà non lo amo un granchè e anche in famiglia è amato poco, ma preparato così ha lasciato parecchie persone senza parole.
Questo tipo di cottura, già per altro vista in passato in altri blog, secondo me esalta al massimo il sapore del pesce ed in particolare di questo tipo di pesce.
Unica difficoltà, se così di può dire, è portare l'olio a 60°, se non avete una sonda basta usare il forno come ha giustamente consigliato Lei.
Baccalà in infusione al profumo d'arancia
Un filetto di baccalà
un'arancia bio
olio evo
Tagliare a cubetti il baccalà dopo averlo privato della pelle e delle eventuali lische.
Mettere l'olio in un pentolino con la scorza d'arancia ed un paio di cucchiai di succo.
Portarlo a 60° , quindi allontanarlo dal fuoco ed immergervi i cubetti di baccalà.
Lasciar completamente raffreddare, quindi scolare dall'olio asciugare i cubetti e guarnire con le scorzette d'arancia.




Le feste di Natale sono andate via tra influenza, letto e medicine, cene e pranzi frugali, minestrini e brodi.
Speriamo di rifarci per il cenone dell'ultimo dell'anno sempre che il maledetto virus non sia già latente nel corpo di qualche altro componente della famiglia!!!!
Alla fine dell'anno a volte si preparano dei buffet in piedi, e questa ricetta dal sapore un pò retrò può essere adatta allo scopo, l'ho presentata giovedì a Primaditutto proprio per l'ultimo dell'anno!
Sono semplicissimi bignè la nota diversa è data dalla presenza all'interno della crema di cannellini che secondo me si abbina bene con la sapidità del salmone affumicato. Provare per credere e con questa deliziosa ricettina ci si vede l'anno prossimo con tante nuove idee, vi auguro un anno nuovo pieno di salute e serenità, soprattutto la salute che poi tutto il resto....viene da sè!!! Baci baci
Bignè alla crema di cannellini e salmone affumicato
Per la pasta bignè:
250 gr. di acqua
60 gr. di burro
125 gr. di farina
3 uova
un pizzico di sale
mandorle a filetti
Per il ripieno:
Cannellini
carote, sedano e rosmarino
Salmone affumicato
erba cipollina
olio evo
sale e pepe
Mettere in ammollo i cannellini la sera prima.
Il giorno dopo scolare l'acqua e rimettere i cannellini nella pentola con dell'acqua fresca, una costa di sedano, una carota uno spicchio d'aglio in camicia ed un rametto di rosmarino.
Portare a cottura, quindi scolare l'acqua e frullare i cannellini, aromatizzare con olio, sale ,pepe ed erba cipollina.
Preparare i bignè, mettere sul fuoco una pentola con l'acqua ed il burro e portare ad ebollizione, versare in un solo colpo tutta la farina, mescolare bene finao a quando il composto non si stacca dlle pareti della pentola.
Lasciare intiepidire quindi aggiungere le uova uno alla volta.
Mettere il composto in un sac à poche e fromare delle palline su di una placca da forno foderata da carta forno, spolverizzare con le mandorle a filetti.
Cuocere a 180° per circe 20 minuti.
Farcire i bignè con la crema, guarnire con il salmone e servire.


![]()
A dispetto del nome altisonante, questa torta rustica è facile da fare e dà molta soddisfazione.
Può essere un piatto unico servito con un insalatina, oppure può essere servito come entreè per la cena della Vigilia.
La mia versione del Koulibiak è alleggerita rispetto a quella originale che prevedeva l'uso di molto burro.
Un altra variante che ho apportato è quello di omettere gli spinaci, infati la versione diciamo completa del Koulibiak prevede anche uno strato di spianci al burro.
Koulibiak
Ingredienti
500 g di salmone fresco
vino bianco
uno scalogno
300 g di funghi champignon
prezzemolo tritato
200 g di riso basmati
2 uovo sodo
2 rotoli di pasta sfoglia
sale e pepe
Mettere lo scalogno in una padella con un filo d’olio evo, aggiungere il salmone e cuocere per qualche minuto, spruzzare con il vino aggiungendo sale e pepe.
Pulire ed affettare i funghi e cuocerli a fuoco vivo con un filo d’olio, a fine cottura aggiungere il prezzemolo tritato. Cuocere il riso pilaf.
Per ogni bicchiere di riso due di acqua, una volta cotto farlo insaporire con una noce di burro.
Stendere un foglio di pasta sfoglia in una teglia da forno foderata da carta forno, adagiarvi sopra il riso poi il salmone, quindi i funghi ed infine le uova sode, ricoprire con l’altro foglio, spennellare con l’uovo sbattuto e cuocere a 180° per 30 minuti.
Ho decorato il piatto con una riduzione di aceto balsamico che secondo me sta benissimo con questo insieme di sapori!



Questa ricetta è veramente sfiziosa, è di Laura Ravaioli, che le ha preparate al pepe, io le ho aromatizzate con varie spezie.
Sono croccanti, friabili e saporite e sono ideali per un apetritivo con un calice di Prosecco.
Io le ho aromatizzate con semi di sesamo, con del sale aromatizzato al pepe Szechuan,e con le spezie per il pollo Tandoori.
Treccine speziate
500 gr. di farina
200 gr. di burro freddo
150 gr. di crema di latte
2 tuorli
3 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaino di sale
scorza di un limone grattugiata bio
spezie a piacere
1 uovo per pennellare
Setacciare la farina con il lievito, aggiungere la scorza grattugiata del limone e lavorare il tutto con il burro, sbriciolando con le dita fino ad ottenere un impasto sbriciolato appunto!
unire la panna , i tuorli e riunire il tutto velocemente senza lavorarlo troppo in un panetto, farlo riposare in frigo.
Riprendere la pasta, tagliarla a striscioline e formare con queste delle treccine, spennellarle con l’uovo sbattuto e spolverizzare con le spezie a piacere.
Cuocere in forno a 180° per 15 minuti.



Questa è una ricetta semplice ma gustosa, io non amo molto le uova ma mio marito le adora in tutte le salse, così cerco sempre nuove ricette per cucinarle in modo diverso e sfizioso.
Sfogliando il numero di Novembre di Sale e Pepe ho trovato questi deliziosi cubotti, ma ho apportando una piccola variante (Lory docet),
Ho aggiunto al composto di uova un pizzico di Shichimi togarashi, spezia giapponese - regalatami da una magica Strega che mercanteggia in spezie - e che grazie alle alghe contenute dona un lieve sapore di mare alla preparazione. Si possono servire tagliati a quadrotti cone appetizer o finger food, oppure come un secondo piatto leggero magari accompagnato da un insalatina fresca ed un calice di bollicine.
Cubotti morbidi con gamberi e porri
400gr. gamberi
2 porri
uno spicchio d'aglio
2 rametti di menta
40 gr. di pane
4 cucchiai di parmigiano reggiano
latte
5 uova
olio evo
sale e pepe
Un pizzico di shichimi togarashi (vds post precedente)
Lessare i gamberi in acqua salata per 8 minuti, scolarli, sgusciarli e pulirli dal filetto nero.
Pulire e tritare i porri e metterli in una pedella con 3 cucchiai di olio lo spicchio d'aglio e la menta spezzetata.
Aggiungere i gamberi e far insaporire un paio di minuti.
Bagnare il pane con il latte e quando è morbido strizzarlo ed unirlo alle uove sbattute con il parmigiano il sale e il pepe.
Aggiungere i gamberi con il loro soffritto e un pizzico di shichimi togarashi.
Cuocere in una padella inaderente appena unta e servire subito.
![]()
![]()
Ahimè è autunno inoltrato, vedere negli scaffali dei super già i panettoni , mi fa venire l'ansia prenatalizia e quella di fine anno, con i vari bilanci e i vari luoghi comuni.."..è passato un altro anno...sono più vecchia di un anno"..e così via...
Intanto ieri mi sono comprata una bella crema antirughe super di quelle che te la spalmi la sera e la mattina seguente hai 20 anni di meno, .....ma quando mai!!!, i segni del tempo sul viso se ci sono non se ne vanno più a meno che non ci mette le mani qualcun'altro e allora si diventa una bambola...
Vabbè non so neanche io perchè sono arrivata a perlare di antirughe visto che volevo parlare di porcini...forse oggi sono in vena di voli pindarici...
Anch'io come Lei ho visto dei bellissimi porcini da un ambulante e me ne sono innamorata e proprio come CoCo ho pensato di farne una Quiche da portare a Primaditutto giovedì, mattina.
La mia è la versione con porcini della Quiche Lorraine.
Quiche ai funghi porcini
Per la pasta brisèe
250 gr. di farina
125 gr. di burro
un pizzico di sale
4-5 cucchiai di acqua fredda
Per il ripieno
400 gr. di funghi porcini
150 gr. di pancetta affumicata
3 uova
80 gr. di parmigiano grattugiato
200 ml di crema di latte
olio evo
uno spicchio d’aglio
prezzemolo tritato
sale e pepe
Preparare la pasta brisèe lavorando con le dita il burro e la farina, aggiungere un pizzico di sale e l’acqua fredda, riunire il composto in un panetto senza lavorarlo troppo avvolgerlo in un foglio di pellicola e metterlo in frigo a riposare.
Pulire i funghi porcini tagliarli a fette e saltarli in padella con uno spicchio d’aglio ed un filo d’olio, spolverizzare con prezzemolo tritato e tenere da parte.
Pulire dall’olio la padella e rosalarvi la pancetta tagliata a cubetti, farla raffreddare.
Stendere in uno stampo da crostata la pasta brisèe, bucherellarla sul fondo e sistemare prima i cubetti di pancetta poi i funghi porcini, irrorare il tutto con il composto di uova, crema di latte e parmigiano ed infornare a 180° per 20 minuti circa, fino a quando la superficie della torta non è dorata.


Fortunati gli uccellini che lo mangiano, io non conoscevo di tutte le proprietà nutritive del miglio, sapevo solo che non contiene glutine ed è quindi adatto a tutti i celiaci.
Ha anche una buona quantità di ferro ed è per questo che lo mangio oltre che la sua grande digeribilità.
La ricetta è semplicissima, ho usato il miglio come fosse cous cous, e l'ho servito con una ratatouille in onore del film della Disney nei cinema in questi giorni.
Miglio con ratatouille
Un bicchiere di miglio
2 bicchieri di acqua
sale
un cucchiaio di olio
Per la ratatouille
Una melanzana
Una zucchina
un peperone rosso
un peperone verde
una cipolla
qualche pomodorino pachino
sale. pepe
basilico
Cuocere il miglio in una pentola per una decina di minuti, condirlo con l'olio e metterlo in stampini di alluminio monoporzione.
Tagliare tutte le verdure a dadini, cercare di tagliarle della stessa dimensione in modo che si cuociano uniformemente.
Mettere un filo d'olio in una pdella e far saltare le verdure a fuoco vivo, lasciarle croccanti, all'ultimo aggiungere i pomodorini tagliati in quattro parti ed il basilico.
Servire i tortini di miglio con la ratatouille calda.



Come promesso posto la ricette della panelle siciliane, ottime come aperitivo con un calice di bollicine Italiane, se si fanno un pò più piccole anche come finger food.
Servitele caldissime altrimenti la crosticina non sarà più croccante, anche se non saranno meno buone, io le ho fatte un pò più spesse perchè a me piacciono così ma se si vuole si possono fare anche un pò più sottili.
Che altro dire Buon appetito Francesca saluti a Grimmo!!!!
Le panelle
250 gr. di farina di ceci
1 litro di acqua fredda
prezzemolo
olio evo.
Setacciare la farina , metterla in una ciotola e diluirla lentamente con l'acqua facendo attenzione a non formare grumi.
Traferire in una pentola e cuocere fino a quando non diventa una crema, o meglio una polentina, portare ad ebolllizione e continuare la cottura per una decina di minuti.
Salare e mescolare bene il composto quindi aggiungere il prezzemolo tritato.
Ungere una teglia da forno o un piano di marmo versarci sopra la polentina livellandola con una spatola inumidita in modo da uniformarla.
Lasciar raffreddare completamente quindi tagliare a losanghe o quadrati e friggere in olio evo fino a doratura.


